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Chiesa Parrocchiale di S.Stefano (Sec. XVI) La chiesa è la parrocchiale del paese, si trova nel centro abitato ed è una costruzione ad una navata che risale alla fine del XVI secolo.
Il luogo era però già anticamente frequentato, poiché si ha notizia che il vescovo di Novara. Litifredo (morto nel 1151) aveva consacrato qui una chiesa, alla presenza del proposito di Baveno, pieve da cui l'abitato spiritualmente dipendeva.
Al tempo del vescovo Bascapè la chiesa era dipendente direttamente da Graglia, sottoposta al vicariato di Lesa; è descritta a due navate con abside. Questo edificio venne sostituito agli inizi del Seicento da una nuova chiesa a pianta rettangolare, della quale abbiamo un disegno, redatto nel 1684.
L'indicazione delle misure danno un edificio non molto grande, sufficiente tuttavia a contenere la popolazione del luogo.
La separazione da Graglia e l'erezione in parrocchia autonoma avverrà il 26 novembre del 1633, la chiesa divenne parrocchia e fu di nuovo consacrata sotto il vescovo Volpi.
Nel presbiterio fa bella mostra di sé un quadro di pregevole fattura, che raffigura il matrimonio di Giuseppe e Maria. Si sono fatti, dai soliti esperti, i nomi del Crespi o del Luini, ma nessuna notizia d'archivio suffraga tempi e modi dell'acquisizione.
L'originaria collocazione era nella cappella a settentrione, attualmente dedicata a S. Anna. Questa cappella era stata costruita poco tempo prima, come si evince dalla richiesta avanzata dal parroco nel 1648, accompagnata da una pianta della chiesa di aggiungere una cappella laterale sul fianco destro.
Nonostante l'ampliamento dell'abitato, che abbraccia ormai la chiesa, essa ha conservato nel lato verso ponente un suggestivo impianto scenografico. La lunga scalinata in ciottoli e cordoni di granito che porta al piccolo sagrato, tra siepi di bosso, restituisce un'immagine d'altri tempi. L'edificio, orientale lungo l'asse originario Est- Ovest, è circondato da un muro, probabilmente il perimetro che delimitava il vecchio cimitero. Un ossario settecentesco di forma quadrata, smussato negli angoli, ha perso le decorazioni originarie e serve da ripostiglio.
La fronte, a capanna, è preceduta da un portichetto con due colonne di granito rosa; pietra che, nelle varietà di colore, predomina nel materiale di costruzione, probabilmente recuperato dai numerosi massi diffusi nella zona.
Un'altra rampa d'accesso, più comoda, raggiunge il sagrato.
Guardando la chiesa da ponente, 1'edificio mostra chiaramente le modifiche e gli ampliamenti subiti nel corso del tempo. L'alto e massiccio campanile, con massi di granito e monofore, intercalato da cordoli di granito, è stato successivamente sopraelevato con una nuova cella campanaria. Reca le date 1830 e 1981.
La parte anteriore presenta una copertura del tetto più bassa rispetto alla parte del presbiterio, e sono ben visibili le due cappelle laterali; meno pronunciata quella a sinistra (battistero), più marcata quella sulla destra, che corrisponde alla cappella di sant'Anna, alla quale si può accedere anche dall'esterno mediante una scala in pietra e ringhiera.
Sotto il portico antistante la chiesa tre gradini in granito rosa precedono la porta, sovrastata da un affresco del patrono, con la mensola superiore in granito, mentre i lati e la base sono di sarizzo.
Girando sulla destra troviamo sul muro tracce di una meridiana affrescata, e poi la scala per la cappella di Santa Marta, con i segni di una finestra in parte murata. Una nuova sporgenza delimita la sacrestia, mentre nel muro restano infisse grosse pietre, a testimoniare un diverso progetto costruttivo o una parte abbattuta. Sulla finestra era incisa la data 1750, ora scomparsa.

L'abside presenta lesene in granito rosa, mentre la muratura è in pietrame e ciottoli ricoperti da intonaco. L'intero perimetro del sottotetto presenta mensole in granito.
Sul lato sinistro si alza il campanile, con. una intercapedine che lo separa dalla cappella della Madonna. Più avanti la sporgenza del battistero.
Entrando in chiesa si passa sotto la cantoria in legno con un organo non molto grande, al quale si accede mediante ima scala in legno. Ai lati due confessionali di buona fattura e una pila dell'acqua santa in marmi rossi. Il soffitto presenta le raffigurazioni delle tre virtù teologali, affresco monocromo recente. Ai lati due vetrate policrome moderne (1980).
Sulla sinistra la nicchia con il fonte battesimale.
Sul soffitto sono affrescate le quattro virtù cardinali, opera di metà Ottocento del pittore gignesino Andrea Francinetti. Sulla sinistra la cappella della Madonna, con una statua della Vergine col Bambino. Ai lati una finestrella e una nicchia con la statua di sant'Antonio. Sulla destra la maggiore cappella dedicata a sant'Anna, con una statua che raffigura la santa con la Vergine bambina. Da un lato la porta verso l'esterno e dall'altro una nicchia con la statua di san Giuseppe e Gesù bambino.

Bibliografia:
Tratto da:
Relazione sulle opere d'arte del Comune di Gignese (Nocco, Gignese)
Anna Maria Toniolo
periodico "Il Turismo", 1940.







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