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Chiesa Parrocchiale dei SS.Giovanni e Paolo La chiesa sorge in posizione elevata rispetto al paese, con un'ampia facciata ed una scenografica scalinata d'accesso. L'edificio data allo scadere del Settecento, e fu preceduto da altre due costruzioni.
Il 31 ottobre del 1760, Vezzo si separava dalla matrice di Carpugnino e veniva eretta in parrocchia.
Il tempo di raccogliere le offerte necessarie e si dava inizio alla costruzione di una nuova chiesa.
L'attuale edificio, di ordine corinzio e, secondo taluni, su disegno del canonico Zanoia, fu costruito verso il 1790 su terreno donato nel 1781 da don Carlo Bartolomeo De Antonis di Vezzo.
Nel 1793 veniva così descritta: "La chiesa parrocchiale è posta in un angolo del paese, in un luogo un po' eminente e vicina alla casa parrocchiale. L'interno della chiesa forma una croce.
E' fatta tutta a volta con le sue lesene, capitelli e con altri lavori, che l'adornano, tutti di stucco. E' sufficientemente riparata ed in buon stato per essere nuova".
Erano stati eretti due altari laterali: M.V. Addolorata e S. Antonio da Padova, con statue dei titolari.
Il portico progettato non venne costruito.
Risulta consacrata nel 1913, epoca a cui probabilmente risalgono interventi di restauro, quali l'affresco dei patroni sulla facciata e la decorazione interna; altri restauri vennero realizzati nel 1956.
Una lapide ricorda la data di erezione della parrocchia e l'elenco dei suoi parroci, tra i quali vanno ricordati il vescovo ausiliario padre Franzi e don Vittorio Genta, ricordato da una lapide sulla piazzetta e nel romanzo di M. Soldati: La messa dei villeggiani
. Entrando, troviamo sulla destra una statua dell'Assunta; si accede quindi all'aula centrale, sormontata da una grande cupola, affrescata da F. Cantoia. Sui costoni gli affreschi dei quattro evangelisti e le statue di san Giuseppe e di sant'Antonio da Padova.
La cappella con altare al Sacro Cuore di Gesù sostituisce la precedente a S. Antonio. La volta del presbiterio conserva gli affreschi della Trinità e dei santi patroni, realizzati verso la metà dell'Ottocento da Andrea Francinetti di Gignese. Una porta accede al campanile.
Il coro è sormontato da una cupola di stile rinascimentale con grandi finestre. Vi troneggia una grande statua della Madonna Assunta.
Sulla sinistra la cappella con statua alla Madonna Addolorata, e quindi il fonte battesimale.
Non mancano quadri di pregevole fattura, anche se il più prezioso, una tavola quattrocentesca raffigurante la Pietà, e attribuita al Maestro di San Rocco a Pallanza fu trasferita nel 1914 presso il Museo del Paesaggio di Pallanza, dove attualmente si trova.





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