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Chiesa di San Rocco (Sec. XVI)

immagine ingrandita Chiesa di San Rocco - Vista laterale (apre in nuova finestra) Agli inizi del secolo XVI, appena fuori paese e sulla strada per Nocco, sorgeva forse una cappelletta alla Madonna, detta di Bretta, dal nome della zona.
Nel corso del Cinquecento, la cappelletta venne sostituita da un tempietto, che nelle visite pastorali viene descritto di forma circolare.
Agli inizi del Seicento, la comunità di Gignese decideva di costruire una chiesa più grande, a tre navate. Ma il vescovo di Novara, nel 1617, bocciava il progetto, pur lodandone l'intenzione e la devozione alla bella statua della Madonna del Rosario.
Con strumento del 17 marzo 1621, veniva eretto nella nuova chiesa un beneficio laicale o cappellania, con diritto di patronato da parte della Comunità di Gignese e con l'onere, per il cappellano titolare del beneficio, di assistere il parroco e, successivamente, di fare scuola ai ragazzi.
immagine ingrandita Chiesa di San Rocco - Abside (apre in nuova finestra) All'inizio del Settecento si provvedeva ad una nuova riedificazione, corrispondente all'attuale chiesa, dedicata alla Purificazione di Maria; ma, forse per mancanza di fondi, non venne ultimata la facciata. Il disegno è a capanna, con marcapiano e lesene poco aggettanti che incorniciano la grande finestra centrale. Sopra la porta un affresco della Madonna col Bambino, restaurato a fine Novecento.
Ai lati della porta vi sono due finestre chiuse da una ingegnosa inferriata, grazie alle quali i fedeli potevano guardare all'interno e praticare così l'orazione.
Successivamente vennero costruiti il campanile e la sacrestia.
Le leggi di soppressione dei benefici (1867) misero in pericolo la sorte dell'oratorio, ma al disinteresse della pubblica amministrazione supplirono la pietà dei fedeli e l'intervento della parrocchia.
Nel 1850 in occasione di una straordinaria festa, la volta del coro fu affrescata, con scene della vita della Vergine, dal pittore gignesino Andrea Francinetti.
immagine ingrandita Chiesa di San Rocco - Campanile (apre in nuova finestra) La presenza di una statua a San Rocco, mutò l'antica dedicazione alla Madonna in quella al santo taumaturgo, invocato contro l'epidemia di vaiolo.
Altri interventi di restauro si resero necessari nel secondo decennio del Novecento, dovuti anche al fatto che l'Amministrazione utilizzava l'edificio per riunioni e assemblee. La volta fu affrescata, con la gloria di san Rocco, dal pittore armeniese Gaudenzio Zaretti.
Sulla cantoria, sorretta da due colonne di granito, è degno di nota un piccolo organo del Settecento, opera dell'organaro Brunelli, restaurato negli anni Ottanta. Stessa cura ha avuto la tela che rappresenta il "Transito di San Giuseppe", copia settecentesca di un'opera di C. Maratta conservata a Vienna.
Nel coro fa bella mostra di sé una tela cinquecentesca, donata di recente, raffigurante Cristo alla colonna. Nelle nicchie laterali, statuette di san Rocco e sant'Antonio da Padova.
Con la costruzione della Strada delle Due Riviere nel 1930, l'edificio corse il rischio di essere abbattuto per esigenze di viabilità. La posizione centrale e più comoda rispetto alla parrocchiale ha invece rivalutato la chiesetta, oggetto di recenti interventi di restauro, sia per quanto riguarda la copertura in piode che il rifacimento della decorazione interna.
Una bussola è stata posta presso l'ingresso principale, mentre il più recente intervento nel coro ha restituito la decorazione settecentesca a fregio.

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