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Chiesa Parrocchiale di S.Maurizio (Sec XV) Sorge in posizione elevata rispetto al paese e vi si accede da un'ampia scalinata in granito rosa di Baveno, costruita negli anni Sessanta. Eretta in parrocchia autonoma, separata dalla chiesa plebana di Baveno, nel 1609, reca nella facciata le immagini del Salvatore e dei patroni San Maurizio e San Desiderio.
La chiesa attuale, che data agli anni 1707-1725, sorge sui resti di un precedente edificio a due navate - probabilmente del XV secolo, con orientamento opposto rispetto all'attuale e del quale rimangono il campanile e una cappella sul fianco destro.
Il pronao, aggiunto nel 1829, fu affrescato dal pittore gignesino Andrea Francinetti, autore col figlio Giovanni di numerosi interventi pittorici nella zona. Al centro sono raffigurate le tre virtù teologali (Fede, Speranza, Carità ) e le quattro virtù cardinali (Prudenza, Fortezza, Giustizia, Temperanza).
La volta destra reca i busti dei quattro dottori della Chiesa (Gerolamo, Agostino, Gregorio, Ambrogio); mentre quella sinistra ha i simboli dei quattro evangelisti (Matteo, Marco, Luca e Giovanni).
Sul lato sinistro due meridiane del 1739, con ora italica, conservano l'antica scansione del giorno a partire dal tramonto. Sul lato destro, il campanile è datato agli inizi del Cinquecento; nella ricostruzione del primo Settecento furono otturate le bifore, per sovrapporre una nuova cella campanaria.

Una lapide ricorda i benefattori che contribuirono a far più bella la chiesa; sopra l'ingresso vi è la data dell'ultimo rifacimento (1903/4),mentre sul chiavistello è incisa la data 1728.
Dopo il portone, la bussola in legno è di bottega gignesina del primo Ottocento.
L'interno presenta un felice connubio tra l'ampio e luminoso impianto settecentesco e la fresca decorazione realizzata nel 1903-1904 dalla bottega di Rodolfo Gambini di Arluno.
L'artista ha realizzato e firmato il grande affresco della volta con l'adorazione del SS. Sacramento con vari santi e papa Leone XIII. Altro affresco centrale della volta è l'apoteosi della Fede.
Ai lati i grandi medaglioni con le figure dei quattro evangelisti e dei santi vescovi: Ambrogio, Carlo, Gaudenzio e Agabio. Degli stessi presuli sono i busti reliquiario sull'altar maggiore.
In cantoria, un organo della ditta Mascioni di Cuvio, del 1944.
La chiesa è ad un'unica ampia navata con tre altari a sud e due a nord, con la porticina d'accesso alla torre campanaria.
Sulla destra si apre la cappella dedicata ai caduti delle due guerre realizzata nel 1918 e con una moderna statua lignea di S. Maurizio in fastosa cornice a motivi floreali. Alla parete un quadro a sant'Antonio da Padova di Luigi Gambini, figlio del già ricordato Rodolfo e una lapide marmorea che ricorda l'installazione del concerto di cinque campane nel 1921, poi elettrificato. Segue la cappella alla Madonna del Rosario; una dedicazione già attestata nel XVI secolo, mentre la statua della Vergine nel Settecento; l'altare data al Novecento. L'altare maggiore è in marmi policromi, del 1776. Un'urna raccoglie le reliquie di san Desiderio, estratte nel 1665 dalle catacombe romane di S. Priscilla (vedi tassello marmoreo sul retro dell'altare). Furono donate nel 1667 alla parrocchia di Gignese dai fratelli De Filippis, gignesini commercianti in Livorno. Alla destra un quadro di fine Seicento raffigura il martirio di san Desiderio.
Sulla sinistra un quadro acquistato dalla Comunità di Gignese a Intra nel 1724, ricostruisce il martirio del capitano della legione Tebea, Maurizio; avvenuto nel Vallese (attuale Saint Maurice d'Augane).
Dietro l'altare il coro ligneo è opera del borgomanerese F. Cossina (1909). La sacrestia, ampliata nel 1930, conserva interessanti paramenti sacri. La pala d'altare: Compianto sul Cristo morto, è opera firmata e datata nel 1562 da Fermo Stella da Caravaggio, discepolo di Gaudenzio Ferrari.
Questa, che è la sua ultima opera conosciuta, ricalca lo schema della tela di Armeno, del 1548. E stata restaurata nel 1979. In alto, su una finestra otturata, è l'affresco di san Maurizio a cavallo. Sulla sinistra troviamo la cappella di san Giuseppe.
L'altare ligneo venne qui trasportato nel 1949 da un oratorio privato di primo Novecento in frazione Alpino, appartenuto alla marchesa Maria Marozzi, dama di corte della regina Margherita. Segue la cappella del S. Cuore. La statua è di inizio Novecento; l'altare è del 1953. Infine la cappella del fonte battesimale, con affresco del Battista nell'atto di battezzare Gesù, della bottega Gambini.

Bibliografia:
Tratto da:
Relazione sulle opere d'arte del Comune di Gignese (Nocco, Gignese)
Anna Maria Toniolo
periodico "Il Turismo", 1940.







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